Gli Artisti 2014

Maestro Giuseppe Càrpano

Diplomatosi brillantemente in pianoforte sotto la guida del Maestro Marino Mercurio, in composizione sotto la guida del Maestro Claudio Gabriele e in didattica della musica, ha conseguito il diploma accademico di secondo livello ad indirizzo interpretativo-compositivo con il massimo dei voti e il diploma di alto perfezionamento in pianoforte-musica del Novecento, sotto la guida del Maestro Bruno Mezzena, presso l’Accademia Musicale Pescarese. Si è affermato in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali, ottenendo spesso il primo premio, come nei seguenti casi: Castellaneta (TA), Pisa, Bari (Stravinskij), Brindisi (Barocco Leccese), Lamezia Terme (A.M.A. Calabria, sez. musica contemporanea),Lucca, Napoli (Pergolesi), Matera (premio Mozart).

Maestro Alessandro Benedettelli (chitarra)
Maestro Giovanni Vai (clarinetto)

Il duo Alessandro Benedettelli-Giovanni Vai nasce all’interno dei numerosi progetti concertistici dei due musicisti:
da anni collaborano alla realizzazione di diversi progetti in ambito musicale sia classico che moderno, in formazioni che vanno dal quartetto a gruppi da camera, anche molto estesi
(come l’orchestra sinfonica-rock “Blue Note Orchestra”). Con interesse e con spirito di continua ricerca nell’ambito del repertorio, presentano un programma “a due”, che unisce le sonorità
insolite del clarinetto e della chitarra, perché non molti compositori si sono cimentati nella composizione di opere originali per questa formazione. Il duo presenta, infatti, un repertorio che spazia dalla musica classica del novecento di Mario Castelnuovo-Tedesco fino ad approdare alle sonorità del tango argentino delle pagine di Pujol, Piazzolla e Gardel, passando attraverso brani trascritti appositamente dal duo stesso, di autori quali Bozza e Kovac.

Maestro Federico Núñez

Talentuoso chitarrista, il Maestro Núñez si è Laureato Docente al Conservatorio Nazionale di Chitarra Carlos López Buchardo di Buenos Aires, Argentina.

Si è esibito come Solista con l’Orchestra dell’OCMA – Paraguay.

Attualmente è Direttore Artistico del Concorso e Festival Internazionale di Chitarra di Santa María di Buenos Aires, oltre che docente di chitarra presso il Conservatorio “Manuel de Falla” di Buenos Aires.

MilongaClandestina
Tommaso Angelini violino
Giovanni Vai clarinetto
Alessandro Benedettelli chitarra
Flavio Timpanaro contrabbasso

Il progetto “Milonga Clandestina” nasce nelle calde sere d’estate del 2008, quando tre musicisti si incontrano in riva al mare per assecondare con il suono dei loro strumenti le eleganti improvvisazioni dai tangueri. Il loro intento è ricercare, attraverso la musica popolare argentina, un contatto, una comunicazione ed un coinvolgimento tra musica e l’espressione gestuale del tango, in modo da ricreare il tipico tutt’uno tra le note ed i gesti del ballo più poetico che ci sia.
In breve tempo dal loro debutto, il trio viene chiamato a suonare in numerosi locali della costa e dell’entroterra grossetano, livornese e pisano. Successivamente, Milonga Clandestina inizia a collaborare con scuole ed associazioni di tango della Toscana, quali Blue Moon Tango di Grosseto, PortenoTango di Piombino, Tango per cambiare di Firenze, per la realizzazione di esibizioni di maestri tangheri e vere serate milonghere. Ha inoltre all’attivo numerosi concerti in Italia.
Nel 2010 è uscito il primo CD “Permesso di Milonga”. Successivamente al trio si aggiunge Flavio Timpanaro al contrabbasso.
In repertorio, oltre ovviamente ai tradizionali tanghi classici di primo novecento che hanno reso noto il progetto Milonga Clandestina nell’ambito del tango, il trio, affronta brani di tango nuevo di Piazzolla, fino a toccare anche classici del jazz e note colonne sonore italiane e internazionali.

Tangram Chamber Project
Clarice Curradi Violino
Giacomo Vai Viola
Simone Centauro Violoncello
Marco Martelli Contrabbasso
Giovanni Vai Clarinetto
Francesca Alterio Fagotto
Massimo Marconi Corno

La leggenda narra che un monaco cinese donò a un suo discepolo un quadrato di porcellana e un pennello, dicendogli di viaggiare e dipingervi sopra le bellezze che avrebbe incontrato sul suo cammino. Il discepolo, emozionato, lasciò cadere il quadrato, che si ruppe in sette pezzi. Nel tentativo di ricomporli nella forma originale, formò infinite figure e capì così che non aveva più bisogno di viaggiare perché, con quei sette pezzi, poteva rappresentare tutte le bellezze del mondo. Nacque così il gioco del “Tangram”.